"Nicoletta, Vol. 1" (4 Marzo 2010)

imageLa copertina della collezione.

Dopo cinque anni di attività, ho finalmente deciso di regalarvi una piccola idea che covo da moltissimo tempo.
Si tratta di un Compact Disc interamente dedicato alla nostra sfuggevole Dea, intitolato, per l'appunto, "Nicoletta, vol. 1".

Parlare della musica in poche righe. Suonerà sicuramente ovvio, ma in questo caso mi trovate del parere che la suddetta, escludendo per un istante l'aspetto prettamente compositivo e, alle volte, tecnico, include in sé aspetti molto più introspettivi e personali, se l'ascoltatore ha il giusto intuito per analizzarli correttamente. La musica può essere un'ottima compagna di viaggio in qualsiasi occasione, per lunghi e brevi spostamenti; possiamo trovarla nell'oscurità del nostro talamo, come eterno e fantasioso fuoco di un inesistente camino, o incontrarla "per caso" passeggiando distrattamente per le vie di una città nota o, se preferite, sconosciuta. Oppure, e questo è il mio caso, potete trovarla fra i fotogrammi di un lungometraggio, senza che questo ne contenga la minima parte. Così è successo con Nicoletta, durante la visione delle sue opere recitative: immaginate uno dei suoi personaggi che, per magia, supera il confine tra spettatore e schermo per divenire protagonista dei vostri pensieri, gesticolando quei precisi suoni che, inconsciamente o non, ricollegate senza la benché minima ombra di dubbio ai suoi modi di fare algidi e, al contempo, calorosi e nutrienti.

Così nasce la privata materializzazione di Nicoletta Elmi nei panni del personaggio femminile del brano di Al Stewart "Year of the Cat", in italiano "L'anno del Gatto". Influenzato in minima parte dal fattore astrologia, presente nella caratterizzazione del personaggio di

imageIl retro-copertina.

Benedetta Valentini de "I ragazzi della 3 C" (1987), con questo brano sono riuscito, quasi a livello "terapeutico", a idealizzare appieno ciò che la Nicoletta attrice rappresenta per la mia persona: una figura, appunto, sfuggevole, cittadina di un mondo etereo, ma non conseguentemente roseo; un posto in cui la gente è innegabilmente avvinghiata ai ricordi di un passato oramai stinto, pensatori nostalgici impossibilitati a vedere a un palmo dal proprio naso, confondendo costantemente il proprio progresso con l'asfalto del marciapiede su cui camminano giorno e notte. E qui appare lei, unica chiave che può accompagnarti in quei luoghi correndo, bruciando le tappe e facendoti capire che, nel bene o nel male, la tua vita passata è in te, ne sei detentore, puoi riviverla col ricordo o riapplicarla nel quotidiano, ma non puoi assolutamente porla in quel quadro concreto chiamato presente.

E se tutto ciò fosse realmente Nicoletta Elmi...?


Al Stewart - "Year of the Cat" (Registrazione dal vivo al "Musikladen", 1979)

Non oso commentare ogni brano qui sopra elencato. Ci vorrebbe troppo tempo, e so perfettamente che non sarebbe di alcun interesse pubblico sapere perché, per come e quant'altro. Piuttosto, preferisco lasciarvi nelle mani del brano di cui abbiamo parlato poc'anzi, con la speranza che riesca ad evocare in voi quella figura femminile che tanto bene conosciamo, così come è riuscito a fare con me.