Lettera per il 50° Compleanno (13 Febbraio 2014)

Cara Nicoletta,

Son quasi passati dieci anni da quando si è deciso, col timido ardore dell’adolescente infatuato, di iniziare a vagare su di questo percorso buio, unicamente illuminato dalla fioca luce dello spettro dell’artista che fu e della probabile persona che si celava, innegabilmente, al di là delle eroine, oltre le apparenze dei fotogrammi. E’ passato il tempo, e solo adesso ci si rende conto che ci è mossi per altrettanto nelle nebbie delle disattenzioni, proprio nel momento in cui attorno ad esse l’esistenza sta assumendo una nuova forma, una sembianza più matura, conscia degli errori commessi e, al contempo, impotente dinanzi al sol pensiero di correggerli, talmente ramificati essi sorgono tra i ricordi. E il più forte tra questi, al momento, è il dubbio di aver disobbedito alla regola più importante, ossia l’aver mancato di rispetto nei confronti della persona e delle sue scelte di vita. Fisima, esattamente, poiché non sappiamo come sia realmente potuto accadere. Possiamo solo immaginarlo, nella speranza di sbagliare.

Questo 2013 è stato un anno molto interessante, bisogna ammetterlo. E’ stata trasmessa l’intervista che ha segnato il suo fugace ritorno in televisione dopo quasi venticinque anni, all’incirca sette minuti di domande biografiche che non lasciano affatto sperare in un’ulteriore collaborazione, in un ben articolato contributo anch’esso qui preparato anni orsono. Qual è la differenza, tra un ammiratore e un altro ammiratore? Esiste un sostenitore di classe, o un giornalista più meritevole per motivi sconosciuti o, meglio ancora, a causa di predilezioni arbitrarie? Se è sua intenzione affermare che il periodo della sua vita professionale da attrice fa ormai parte del passato, quale motivo l’ha spinta a concedere un’apparizione alla TV di Stato? Come vede, le domande sono presenti e oltremodo lucide, mancano ovviamente le risposte.

Come spero avrà avuto modo di vedere, durante la nostra attività di ricercatori abbiamo colloquiato con alcune delle persone con le quali ha lavorato durante il periodo artistico. Persone squisite, le quali hanno saputo dimostrare e confermare, attraverso le sole parole, ciò che già sospettavamo, ossia quale splendida anima sia lei, cara Nicoletta. Per questo veniamo a chiederle quel minimo di fiducia, sapendo che, nonostante le negazioni e le eventuali disapprovazioni, potrà assolutamente comprendere la natura dei nostri propositi, tutt’altro che ostile e inopportuna.

Come imprevedibile è il passaggio delle stagioni, imponderabile ormai è il destino di quest’opera inutile, delle ormai poche e faticate righe che attendono, spiranti, la solidarietà di colei che, involontariamente, un tempo donò ad esse una nuova e inattesa vita. Ovviamente, la nostra opera continuerà inamovibile come sempre, nella speranza che un suo riconoscimento possa, innanzitutto, eliminare definitivamente quella dicitura tanto spiacevole, quell’Unofficial del quale non andiamo affatto orgogliosi.

Noi fan le auguriamo, dunque, un buon cinquantesimo compleanno, con la speranza che la vita possa ancora donarle pace e amore infiniti.

Sinceramente,

Andrea Persica.