Domenica del corriere, n. 38 (18 Settembre 1975)

imageLa copertina del n.° 38 della "Domenica del Corriere", anno 1975. In primo piano, gli sceicchi del petrolio alla conquista dei "monumenti" nostrani, tra i quali figura la genovese Livia Iannoni, Miss Italia in carico. A lato, Sara Jane Moore, originaria di Charleston, West Virginia, la quale attentò alla vita del presidente degli Stati Uniti d'America Gerald Ford dinnazi al St. Francis Hotel di San Francisco.

"Ora ogni "bimbo d'oro" del cinema ha un angelo custode con la colt", di Giovanna Grassi

Il diffondersi della psicosi dei rapimenti ha procurato ai "gorilla" una nuova categoria di clienti, i minidivi.
Renato Cestiè (il dodicenne di "Zanna bianca") ha ricevuto lettere di minaccia e ora va in giro protetto da una guardia del corpo e da un cane lupo. Cinzia De Carolis (la piccola di "Anna dei miracoli") ha un robusto guardaspalle e ne ha uno anche Nicoletta Elmi (la ragazza di "Profondo rosso"). Intanto, mentre proliferano le guardie private, il ministro all'Interno Gui preannuncia una legge che vieterà alle famiglie dei rapiti di pagare il riscatto e si accendono polemiche sulle pene da infliggere ai rapitori.

Paura. Dopo l'orrore, lo sdegno, la pietà, quello che è rimasto in molte famiglie italiane dopo le tragiche notizie sui più recenti rapimenti è soprattutto la paura. Una paura che in alcuni ambienti è diventata addirittura ossessione e ha spinto molti genitori a cercare "protezioni speciali". E' quanto è avvenuto per esempio nel particolarissimo mondo degli "attori-bambini", dei "minidivi" noti al pubblico cinematografico e televisivo, che potrebbero costituire una preziosa preda per una delle tante "anonime rapimenti" ancora in libertà.

La signora Ofelia Garcia, che a Roma dirige uno "studio cinematografico" al quale fanno capo oltre trecento giovani attori da 1 a 20 anni, ci ha detto: "Nel mondo dello spettacolo molte famiglie sono corse al riparo ed hanno assunto una guardia del corpo per il figlio. Io stessa ho subito alcune telefonate ricattatorie. Adesso poi dopo la manomissione di uno schedario con alcuni nomi dei bambini-star, non fornisco più a nessuno numeri di telefono e indirizzi. Devo dire intanto che l'interesse per questi bambini da parte degli eventuali rapitori, in molti casi, è infondato. Ci sono bambini popolari per via di qualche film e di due o tre caroselli che, in realtà, guadagnano pochi milioni l'anno."

Siamo andati a trovare il "bambino d'oro" più famoso del cinema italiano: Renato Cestiè. Il dodicenne interprete di "Il ritorno di Zanna Bianca" e di "L'ultima neve di primavera" ha subito due tentativi di sequestro e la sua famiglia è stata costretta a cambiare numero di telefono perché l'apparecchio di casa Cestiè era oggetto di interesse non soltanto da parte delle giovani ammiratrici del biondo e lentigginoso Renato, ma anche da parte di voci anonime che facevano cupe minacce.

QUANTO MI COSTA UNA GUARDIA

Dopo un tentativo di sequestro e alcune lettere che tentavano grossolane estorsioni, il padre di Renato Cestiè ha assunto una guardia del corpo per il giovane attore e ha regalato al figlio uno splendido cane lupo. L'esempio del professor Cestiè è stato seguito da molti altri genitori di bambini-attori.

imageIL "GORILLA" DI NICOLETTA
Roma. Anche la giovanissima Nicoletta Elmi, viene seguita costantemente da un "gorilla" personale. Nella foto qui a destra è con Florinda Bolkan ne film "Le orme". "I suoi guadagni" dice il padre della piccola Nicoletta "non sono tali da attirare dei rapinatori. Ma forse loro non lo sanno."


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Il padre di Francesca Guadagno, la bambina di sei anni che interpreta con Domenico Modugno la canzone "Piange il telefono", ci ha detto: "Se anche mia figlia avesse alle spalle una guardia del corpo preferirei non dirlo e non dare pubblicità alla cosa. Anche il fratello di Francesca, Marco, fa l'attore ed il doppiatore, ma non si può certo dire che i "guadagni" dei miei figli ci abbiamo arricchito a tal punto da farci temere un rapimento. E' vero, comunque sia, che questi bambini, dal volto notissimo, possono sembrare un ghiotto bottino".

La signora De Carolis, madre di Cinzia, la piccola di "Anna dei miracoli" e di molti sceneggiati televisivi, una delle adolescenti più richieste e più pagate dai produttori, dice: "Anch'io ho deciso di far proteggere Cinzia da un "gorilla". Non sempre, infatti, una macchina della produzione può venire a prendere Cinzia e, allora, le ho "affittato" per alcuni giorni alla settimana una guardia del corpo".

Tempo fa il fidanzato di Sabina Ciuffini, un robusto giovanotto alto circa un metro e novanta, ha messo su un quotidiano un annuncio offrendosi come guardia del corpo. Da allora molti studenti muscolosi e disponenti di tempo libero, invece di offrirsi come "baby-sitter", hanno cercato impieghi saltuari come "guardie del corpo". I "gorilla" dei bambini attori fanno seguito ai gorilla assunti da personaggi come Adriano Celentano, Audrey Hepburn, Virna Lisi e molti altri.

La paga di uno studente-gorilla varia a seconda dei casi e degli spostamenti del soggetto da proteggere. Trentamila lire giornaliere può, comunque, essere una somma indicativa.

Mentre i collegi svizzeri e inglesi registrano un fortissimo incremento di iscrizioni di ragazzini provenienti dall'Italia, le misure di sicurezza protettive, intorno ai bambini e agli adolescenti che rimangono qui, si intensifica giorno dopo giorno.

Cinzia De Carolis è contenta di avere un gorilla. "Da quando Renato Cestiè ha ricevuto alcune lettere ricattatorie ho paura" dice. "Noi non siamo ricchi e i giovani attori, anche quando lavorano molto, non raggiungono mai cifre molto alte. Ma la gente non lo sa, qualche criminale può pensare il contrario e paragonare le nostre "entrate" a quelle dei divi che incassano cento e più milioni a film. Pensare ad un mio rapimento è una cosa ridicola, ma mia madre ha preferito mettermi alle spalle una guardia del corpo per lasciarmi muovere con maggior serenità."

Renato Cestié è un po' il "sindacalista" dei bambini attori. Infatti protesta: "Noi giovanissimi attori non siamo pagati in Italia quanto i nostri colleghi vengono pagati in America e in Inghilterra. Tatum O'Neal, la piccola attrice figlia di Ryan O'Neal, interprete di "Paper Moon", è stata scritturata per un milione di dollari (più di 600 milioni di lire) in una pellicola con Walter Matthau. E' una cifra sbalorditiva, strabiliante per noi giovani colleghi italiani!".

In America l'impresario di Tatum e di molti altri piccoli divi ha alle sue dipendenze una pattuglia di gorilla per le sue "ministar" e nei contratti che fa firmare è sempre compresa un'altra assicurazione per i possibili rapimenti dei minori.

Nicoletta Elmi, undici anni, interprete del film "L'orma" e di "Profondo rosso" di Dario Argento, dice: "La giovane Linda Blair in America, dopo gli altissimi incassi di "L'esorcista", ha subito minacce di rapimento da parte di alcuni malviventi e da parte di due sette para-religiose. Io non temo tanto, ma i miei genitori hanno preso qualche precauzione. Non si può certo dire che i miei guadagni siano "strabilianti", ma una certa nostra popolarità può fare gioco ai rapitori. D'altro canto è sempre più facile rapire un bambino che non un adulto." Nel suo caso, non si direbbe: le è accanto, silenzioso e attento, un giovanottone dalle spalle squadrate e con un evidente rigonfio della giacca all'altezza dell'ascella sinistra.

LE ACCUSE DEL MINISTRO GUI

Intanto, in un linguaggio un po' fumoso, ma molto chiaro nella sostanza, il ministro dell'Interno Gui ha detto: "E' possibile elaborare nuove forme d'azione dei poteri dello Stato che valgano soprattutto a scoraggiare in via preventiva gli infami organizzatori dell'abominevole industria dei sequestri? Si tratta in particolare di approfondire quale debba essere in generale il ruolo dei parenti dei sequestrati: favoreggiatori dei malviventi o collaboratori responsabili degli organi dello Stato che li combattono?". Questa dichiarazione del ministro, che ha messo sotto accusa il comportamento delle famiglie dei sequestrati, disposte a pagare e tacere pur di salvare la vita dei loro cari, ha suscitato polemiche e discussioni in tutto il Paese. Una legge antisequestri in preparazione al Parlamento avrà soprattutto l'obiettivo, stando a quanto ha detto il ministro, di "isolare le famiglie" dei rapiti e bloccare i loro beni e i loro conti bancari in modo da rendere impossibile il pagamento del riscatto. La legge è per ora ancora in stato di "bozza", sta lentamente prendendo forma, ma è certo che negli intendimenti dei legislatori si vorrebbe porre il divieto di pagare i riscatti, considerando "favoreggiatori" i familiari del rapito e quindi perseguibili per legge. "E' l'unico modo per porre fine ai rapimenti" dicono al ministero. "D'altronde adesso hanno cominciato a uccidere..." "Ma quanti morti costerà" si ribatte "una legge simile?".

Molti esperti, magistrati e uomini politici, e con loro tutte le famiglie che già hanno subito un sequestro, si sono dichiarati contrari a questa soluzione. Si fa notare che con questa legge i familiari si metterebbero a trattare in segreto con i rapitori senza nemmeno informare la polizia e che comunque non li fermerebbe la paura di una incriminazione. Secondo i partiti di sinistra quello che soprattutto si può fare è il controllo rigoroso del mercato valutario, strozzando il flusso dei soldi pagati nei riscatti e impedendo il "riciclaggio" delle banconote che scottano. I partiti di destra puntano invece tutto sull'inasprimento delle pene per i rapitori. Su questo argomento comunque anche la legislazione estera è molto discorde. Gli Stati Uniti sono il Paese dove il rapimento è punito più severamente: sedia elettrica o camera a gas. In Francia la pena capitale si applica solamente se il rapito viene ucciso. In Inghilterra il sequestro con assassinio è punito col carcere a vita, ma il semplice rapimento di minore a scopo di estorsione con soli 7 anni di carcere. Ancora più miti sono le leggi tedesche che prevedono 3 anni per il sequestro fino a un massimo di 15 in caso di omicidio. Nella vicina Svizzera, si va da 20 anni all'ergastolo.

Mentre comunque si discute, si dibatte, si prendono contatti con esperti esteri (e i rapimenti continuano), in un solo punto sono tutti d'accordo: che bisogna fare qualcosa. Si è visto del resto, nell'orrenda vicenda di Cristina Mazzotti, uccisa dai suoi rapitori, che il pagamento del riscatto non garantisce la salvezza. E non si può permettere che le uniche misure antirapimento finora prese siano "gorilla" e guardie del corpo private.