Gente, n. 33 (15 Agosto 1986)

imageLa copertina del n.° 33 di "Gente", anno 1986. In primo piano, Carolina Di Monaco e la sua secondogenita Charlotte Marie Pomeline Casiraghi, data alla luce il 3 Agosto.

"Camminate in riva al mare tenendo i piedi nell'acqua: vi sentirete meglio", di Renzo Allegri

Una biologa spiega come ritrovare la forma fisica durante le vacanze estive.
"Lasciandosi massaggiare dalle onde", dice la dottoressa Clara Sartori "o stando seduti sul bagnasciuga si ottengono numerosi benefici fisici" - "Anche l'acqua del rubinetto ha poteri miracolosi" - "Impariamo come fare la doccia" - "Basta un pediluvio per far passare il mal di testa"
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Olgiate Molgora (Como), agosto
"Vuole una regola d'oro per prevenire malanni e mantenersi sempre in forma?", mi dice la dottoressa Clara Sartori. "Eccola: diventi amico dell'acqua; cerchi di conoscerne tutte le proprietà, che sono innumerevoli: impari a utilizzarla il più possibile nella vita quotidiana. Gli antichi saggi affermavano: "Il segreto della salute sta negli elementi che sono alla base di ogni forma vivente: sole, aria, acqua, terra". Tutti e quattro sono elementi essenziali, ma l'acqua lo è più degli altri perché è parte integrante del nostro organismo. Infatti, il corpo umano è composto per il settanta per cento di acqua. Il bambino, prima di nascere, vive per nove mesi in acqua. Sembra addirittura che la vita abbia avuto origine negli oceani. Senz'acqua, non è possibile la vita.

TRADIZIONE MEDICA

Biologa, ex docente universitaria, notissima ricercatrice nel settore delle medicine naturali, Clara Sartori è una specie di guru indiano. Vive a Olgiate Molgora, nel cuore della Brianza, in una villetta le cui stanze sono state quasi tutte trasformate in laboratori per l'estrazione delle essenze dalle piante: ovunque ci sono alambicchi, storte, mortai, centrifughe e innumerevoli boccette piene di liquidi che spandono profumi intensi. Sembra di essere nel cuore di un bosco o in un giardino in piena fioritura.
"La mia famiglia ha una grande tradizione medica", dice Clara Sartori. "Sono figlia di medici, nipote di medici e ho un figlio medico. Ma tutti noi, da sempre, abbiamo coltivato anche la tradizione della medicina naturale. Da più di quarant'anni studio le virtù delle erbe medicinali e ne estraggo le essenze. Ho scoperto cose stupende, meravigliose, che mi hanno permesso di essere estremamente utile a migliaia di persone. Ma devo dire che una delle fonti più straordinarie di benessere e salute è proprio l'acqua. L'acqua semplice, quella che scorre nei ruscelli, nei fiumi, che sgorga dalle sorgenti, e riempie laghi e mari. In questi giorni, milioni di persone sono al mare: ma quanti sanno di avere a portata di mano il segreto della loro salute?".

IL CULTO DEL CORPO

Clara Sartori parla con foga. E' seduta su un divano del suo salotto tra due pile di libri. Sul tavolino, carte sparse alla rinfusa. "Per i popoli primitivi, l'acqua era un elemento sacro", riprende. "In tutte le religioni antiche era simbolo di purificazione. Ippocrate, padre della medicina, la usava in tutte le sue ricette. Con l'avvento del Cristianesimo, che trascurava il culto del corpo considerato profano, l'acqua perse il suo valore pratico a favore di quello simbolico. Ma nel 1600 e nel 1700 ritrovò il ruolo terapeutico specialmente nei Paesi nordici.

"Fu lo stesso Vincenz Priessnitz a cominciare. Era un contadino e amaza osservare la vita della natura che lo circondava. Si accorse che un capriolo con una gamba fratturata si recava ogni giorno a immergerla in un ruscello gelido. L'animale continuò quel rito per oltre due settimane e smise soltanto quando l'arto era guarito. Priessnitz pensò che l'animale, seguendo il suo istinto, era andato alla ricerca della medicina adatta per risolvere il suo problema: l'acqua, quindi, poteva guarire le malattie.
"Vincenz Priessnitz soffriva dei postumi di un gravissimo infortunio che minacciava di renderlo infermo per tutta la vita. Pensò di imitare il capriolo. Cominciò a fare esperimenti e a elaborare le sue intuizioni. In poco tempo, divenne un famoso guaritore. Ridiede la salute a migliaia di malati provenienti da tutta Europa. Fu osteggiato dai medici, ma quando gli stessi membri della Corte imperiale di Vienna trovarono giovamento dai suoi metodi di cura con l'acqua, ebbe un grande aiuto morale e materiale e poté costruire veri e propri stabilimenti terapeutici nella sua città natale.

imageLA ELMI E LA NIPOTE: BELLISSIME BEVENDO
Roma. Maria Giovann Elmi, 45 anni, con la nipote Nicoletta, 22, in constume da bagno pronte per andare in vacanza a sfruttare l'acqua del mare per ritrovare la forma fisica. "Ho sempre saputo che l'acqua fa bene", dice Maria Giovanna "e per questo trascorro sempre le vacanze al mare. In casa poi faccio docce calde e fredde e la mia bibita preferita è l'acqua naturale: è il segreto per mantenersi giovani e l'ho rivelato anche alla mia bellissima nipotina". (Foto Saglio/Guadrini).

"Il secondo grande maestro della cura con l'acqua fu il famoso abate Sebastian Kneipp, noto a tutti per le sue tisane e decotti di erbe. Kneipp era gracile e malaticcio. Fu soggetto anche alla tubercolosi. Egli studiò i suggerimenti di Vincenz Priessnitz, li variò secondo la sua esperienza e la sua intuizione. Mise a punto un metodo di cura personale consistente in passeggiate a piedi nudi nei ruscelli o sui prati bagnati di rugiada e in frizioni sul corpo con acqua fredda. In poco tempo guarì dalla tubercolosi, rafforzò la sua salute tanto che riuscì a vivere fino a 76 anni che per quei tempi era un traguardo molto raro.

AZIONE RIFLESSA

"Per tutta la vita, l'abate Kneipp continuò ad approfondire le sue ricerche sull'idroterapia ed elaborò un metodo completo di cura che comprende ben 160 applicazioni diverse, utili per combattere altrettanti disturbi e malattie. Il metodo fu tradotto in moltissime lingue. Dopo l'abate Kneipp, altri ricercatori hanno studiato i benefici influssi dell'acqua sul fisico umano. Attualmente sull'argomento esiste una copiosa letteratura ben documentata anche da un punto di vista strettamente scientifico".
"In pratica, che cosa bisogna fare per utilizzare l'acqua in modo da ottenere questi benefici?", domando alla dottoressa.
"Bisogna fare bagni e docce, prendere l'abitudine di passeggiare con i piedi nell'acqua e berla secondo particolari regole. L'acqua non cura questa o quella malattia, questa o quella parte dell'organismo, ma prende in considerazione l'uomo nella sua globalità. Così, per la regola dell'azione riflessa, trattando una parte sana si porta beneficio a quella malata che non può essere trattata. Noi sappiamo che a certe parti del corpo corrispondono organi interni. Per la regola della riflessologia, agendo su una data parte esterna del fisico possiamo stimolare organi interni. Una doccia fredda al braccio sinistro, per esempio, avrà effetti benefici sul muscolo cardiaco. Lo scorrimento dell'acqua sul corpo durante la doccia, la sua pressione quando si è immersi nella vasca da bagno, producono uno stimolo meccanico benefico per i centri nervosi. Il corpo reagisce all'azione dell'acqua e questo stimolo reattivo aumenta il flusso sanguigno, migliora l'irrorazione dei tessuti e inoltre favorisce l'eliminazione delle tossine".

VIA LA STANCHEZZA

"Per le docce e i bagni, è più utile l'acqua calda o quella fredda?".
"L'uso dell'acqua calda, se è di breve durata, scioglie le tensioni, calma i dolori; se è di lunga durata, indebolisce. L'acqua fredda, invece, ha un'azione stimolante. Al primo impatto, nel fisico si riscontra una reazione che provoca un notevole restringimento dei capillari epidermici; ma subito dopo arriva la dilatazione che porta afflusso di sangue e di calore, quindi di ossigeno, con un maggior nutrimento delle cellule e conseguente eliminazione delle tossine. Priessnitz diceva: "Non è il freddo che guarisce, bensì il caldo che viene attivato dal corpo dal contatto con l'acqua fredda".
"Irrorando il viso con acqua fredda dopo una lunga lettura o concentrazione, si cancellano i segni della stanchezza. Facendo scorrere acqua fredda sulle gambe dopo una passeggiata, si elimina la fatica. Poiché il caldo indebolisce e il freddo stimola, sarebbe bene prendere l'abitudine di terminare le abluzioni di acqua calda per il bagno o per la pulizia del viso sempre con una spruzzatina di acqua fredda".
"Come si deve affrontare una doccia o un bagno freddi?".
"Mai di colpo. E' bene iniziare con acqua tiepida o alternando acqua calda e fredda per abituare l'organismo. Non si devono mai fare applicazioni fredde a un corpo freddo, perciò bisogna scaldarlo con moto o ginnastica o con un pediluvio caldo che per un principio reattivo scalderà tutto il corpo. L'ambiente dove si prendono i bagni deve avere una temperatura di almeno venti gradi. Le applicazioni di acqua calda possono durare anche un quarto d'ora; quelle di acqua fredda, non più di cinque minuti. Mai fare bagni o docce dopo un pasto abbondante, ma neppure a stomaco vuoto. Fumare prima o subito dopo un'idroterapia significa annullarne i benefici. Non bisogna asciugarsi frizionando il corpo energicamente, ma tamponando delicatamente. Possibilmente non asciugarsi del tutto; indossare però biancheria bene asciutta. Tre, quattro ore dopo il bagno, è utile frizionare il corpo per togliere le cellule morte e riattivare le funzioni epidermiche."
"Sono più utili i bagni in casa o al mare?"
"Senza alcun dubbio quelli nel mare. E' stato dimostrato che la composizione dell'acqua del mare è fisiologicamente molto simile a quella del liquido interno del corpo umano, cioè la linfa e il sangue. Per cui stare dentro l'acqua del mare significa trovarsi in un ambiente particolamente congeniale. La nostra pelle è permeabile e può beneficiare, per il processo dell'osmosi, della fonte terapeutica inesauribile costituita dai minerali che sono disciolti nell'acqua marina.
"I bagni in mare vanno iniziati gradualmente. Bisogna abituare l'organismo agli stimoli dell'acqua. Durante il bagno, è bene mantenersi sempre in movimento. L'acqua, infatti, porta beneficio al fisico anche con uno stimolo meccanico, cioè massaggiando il corpo.

image"SIAMO SIMILI"
Roma. Un primo piano di Maria Giovanna Elmi e di sua nipote Nicoletta. "Mia zia per me è una preziosa consigliera e un'amica affettuosa", dice Nicoletta. "Stiamo bene insieme perché abbiamo la stessa grinta e la stessa serietà professionale". La nipote di Maria Giovanna ha esordito nel cinema a cinque anni, interpretando "Il suo nome è donna Rosa", con Romina, Al Bano e Baudo. Attualmente sta girando una serie di telefilm.

L'IDROTERAPIA

"E' utile soprattutto per riattivare la circolazione sanguigna negli arti inferiori, fare passeggiate sul bagnoasciuga, camminando con l'acqua fino a metà polpacco. Ottima anche l'abitudine di sedersi dove l'acqua raggiunge i venti centimetri e lasciarsi massaggiare dal flusso e riflusso delle onde. Entrando in mare fino all'altezza della vita o delle spalle, e saltando i nei cavalloni, si ottiene un benefico massaggio anche alla parte superiore del corpo.
"L'abate Kneipp consigliava di camminare scalzi nei ruscelli o sui prati pieni di rugiada e addirittura sulla neve, per rinforzare il fisico. Questo utile esercizio può essere fatto anche calpestando venti centimetri da'cqua nella vasca da bagno".
"Oltre alle docce e ai bagni, ci sono altri modi di usare l'acqua a fini terapeutici?".
"Certamente. Il primo è quello di imparare a berla. Pochi sanno che un bicchiere dìacqua al mattino sveglia e tonifica meglio della tazzina di caffè. L'abitudine di bere un paio di bicchieri d'acqua appena alzati, a digiuno, è una pratica idroterapica estremamente utile: aiuta la funzione renale, contribuisce a regolarizzare la pressione, alta o bassa, e combatte efficacemente la stitichezza.
"Il fabbisogno quotidiano di acqua di una persona di peso medio è di tre litri circa. Un litro e mezzo lo troviamo nei cibi, soprattutto nella frutta e nella verdura; l'altro litro e mezzo dobbiamo assumerlo attraverso bevande. E fra tutte quelle che sono continuamente consigliate dal progresso e dalla pubblicità, la migliore, quella indispensabile, resta l'acqua. Sono da sconsigliare le acque gassate e quelle troppo ricche di minerali. Mai bere molta acqua per volta, specie se si è accaldati. Si deve bere a piccoli sorsi. L'acqua non deve essere troppo fredda.
"L'acqua a fini terapeutici si può usare sotto forma di vapori nei bagni turchi, nelle saune, nei suffumigi: il caldo del vapore fa sudare, dilata i vasi sanguigni, aumenta la circolazione, scioglie i materiali spurii convogliandoli agli organi che li devono eliminare. Molto noto è l'uso delle borse di acqua calda o freda. La borsa dell'acqua calda è preziosa in caso di disturbi allo stomaco, al fegato, nelle indigestioni. Sulle parti interessate si deve mettere un panno bagnato, ricoperto da uno asciutto, e sopra la borsa dell'acqua calda. La borsa dell'acqua fredda, invece (meglio ancora se piena di ghiaccio), agisce da anestetico, blocca le emorragie, evita la formazione di ematomi, inoltre è utilissima per impedire che le febbri molto alte provochino danni al cervello, soprattutto nei bambini.
"Ci sono poi le spugnature complete, cioè su tutto il corpo, o parziali; gli impacchi; le compresse; i cataplasmi: in questa terapia l'acqua è presente solo come veicolo attot a sciogliere farine, polveri, erbe tritate eccetera, per ottenere poltiglie che poi vengono poste sulle parti da curare".
"Al'inizio di questa conversazione, lei ha detto che l'idroterapia cura l'organismo in modo globale: non esistono consigli pratici per poterla applicare a malattie specifiche?".
"Certo. L'azione benefica globale dell'idroterapia non esclude la sua azione specifica su un adata malattia. Durante la nostra conversazione ho già citato diversi esempi, come il bagno all'avambraccio sinistro, che tonifica il cuore, o l'assunzione di due bicchieri di acqua fresca a digiuno che regola l'intestino e guarisce la stitichezza.

DECOTTO DI PAGLIA

"La cellulite, che affligge molte donne, può essere combattuta anche con l'idroterapia: utili sono le spugnature fredde, le docce alternate, calde e fredde, il calpestare quotidianamente, per almeno cinque minuti, venti centimetri d'acqua nella vasca da bagno, o lasciarsi massaggiare dalle onde del mare. Un'ora dopo aver eseguito qualcuno di questi esercizi, completare il trattamento con spugnature a secco con un asciugamano ruvido o massaggi con sale marino.
"L'insonnia si combatte con un bagno caldo o un pediluvio caldo prima di coricarsi. Contro lo stress, calpestare acqua nella vasca da bagno o fare lunge passeggiate camminando nell'acqua lungo la spiaggia. Per l'eccessiva sudorazione, ricorrere a docce alternate con acqua calda e fredda e compresse fredde al capo. In caso di emicrania, diminure l'apporto di sangue alla testa con docce fredde ai piedi della durata di un minuto; oppure fare pediluvi caldi tenendo contemporaneamente una borsa di ghiaccio sulla carotide; o più semplicemente immergere le braccia nell'acqua fredda. L'artrite e l'artrosi si combattono con bagni caldi, aggiungendo all'acqua un decotto di paglia d'avena; utile bere acqua in abbondanza per sciogliere ed eliminare l'acido urico e gli altri depositi tossici che causano l'infiammazione e il dolore.
"L'idroterapia è preziosa ai diabetici. Recenti studi fatti negli Stati Uniti hanno dimostrato che le docce fredde portano beneficio enorme ai colpiti da questa malattia. Potrei continuare in questo elenco", concludela dottoressa Sartori "ma mi sembra che gli esempi citati siano più che sufficienti a dimostrare quanto preziosa sia e utile sia "sorella acqua", come la chiamava san Francesco, per la nostra salute".