Grand Hotel, n. 7 (12 Febbraio 1987)

imageLa copertina del n.° 7 di "Grand Hotel", anno 1987. In primo piano, Romina Power e Al Bano Carrisi, dopo la nascita della terzogenita Romina Iolanda Jr., si presentano al 37° Festival di Sanremo con il brano "Nostalgia canaglia".

"Nicoletta ragazza di classe", di Virginia Falcone

La protagonista del serial "I ragazzi della 3ª C" è nipote della Elmi.
Ha iniziato giovanissima a posare per foto di moda. L'esordio nel cinema con due film di Al Bano e Romina Power. Il periodo "nero" e quello della commedia all'italiana.

Milano, febbraio

Il suo personaggio è quello di Benedetta, nel serial di Claudio Risi "I ragazzi della 3ª C" in onda il martedì sera su Italia 1. E così Benedetta è stata definita dalla produzione: nerovestita, occhiali scurissimi, accentuate tendenze a posare da intellettuale, passa il tempo libero nei cineclub dove fa scorpacciate di rassegne complete di film transcacasici e di altre cinematografie "sommerse".
Benedetta è Nicoletta Elmi, 23 anni in questi giorni, una cascata di capelli color biondo-rame, il sorriso dolcissimo, la figura longilinea. Estroversa, curiosa della vita, allegra. Nicoletta ha saputo calarsi nel personagigo e renderlo proprio come il regista lo voleva.
La carriera di Nicoletta, che con l'altra Elmi del piccolo schermo ha un rapporto di parentela (Maria Giovanna è sua zia), è cominciata prestissimo. E' lei che rievoca i suoi inizi. "Quando ero soltanto una bimbetta ho posato per foto di moda. E' stato in quell'occasione che un produttore cinematografico ha visto le mie foto e mi ha voluta per un film". Nicoletta gira così due film con Al Bano e Romina Power (allora il cognome della cantante era di rigore, visto che non si era ancora sposata).

imageNicoletta nella sua bella casa romana nella quale vive con i genitori e un fratello. (Foto D'Avanzo/P. Muci)

La sua interpretazione evidentemente piace perchè nel '71 arriva alla giovanissima attrice una richiesta di quelle che gli attori sognano una vita, spesso inutilmente. "Mi ha scritturata Visconti per "Morte a Venezia". Ho un ricordo bellissimo e tenero di quell'esperienza. Il mio personaggio era quello della figlia di Silvana Mangano, ma ero piccolina, 5-6 anni, e avevo il pepe addosso. Visconti, per farmi stare tranquilla, mi prendeva allora in braccio e solo così poteva continuare a lavorare senza che quel folletto che ero rovinasse le riprese". A quel periodo è collegato anche un altro ricordo che Nicoletta porta con sè, dolcemente: una tenerissima storia d'amore tra lei, bambina bionda, eterea, anche se scatenata e il figlio del proprietario dell'albergo dove la troupe del film alloggiava. "Quando ci siamo lasciati", dice la Elmi, "ho regalato a quel ragazzo una mia fotografia. Ci siamo anche scritti per tanto tempo, finché non abbiamo smesso. Ma è una storia che ricordo con infinita tenerezza".

Dopo Visconti si apre per Nicoletta il periodo "nero", non inteso però come sfortunato. La sua bellezza molto "straniera" la fa apprezzare da registi d'oltralpe, di film dell'orrore. Gira infatti, tra l'altro, "Gli orrori del castello di Norimberga" di Mario Bava; segue "Profondo rosso" di Dario Argento, per poi tornare a Bava, questa volta junior, con "Demoni".
Che cosa prova una bambina, perché tale era Nicoletta all'epoca della sua lavorazione in quei film, a girare scene... orride, e che impressione le resta addosso? "Assolutamente nessuna. Ho sempre considerato il lavoro come un gioco, un divertimento, e questo mi ha tenuta al riparto da qualsiasi possibile trauma".
Venne poi per la Elmi il periodo delle vicende rosa e gira quindi "Amarsi un po'" e "Windsurf". Finchè arriva la proposta di interpretare questi "Ragazzi della 3ª C" che lei accetta molto volentieri. "Sono stati cinque mesi di intensa lavorazione che ho affrontato con piacere. I miei colleghi sono simpatici, allegri, e lavorare con Risi è stato un verio piacere. Adesso mi preparo ad interpretare altre puntate di questo serial".
Anche se ha cominciato prestissimo a recitare, Nicoletta, per volontà dei genitori, ha seguito studi regolari. "A dodici anni", dice, "ho smesso di lavorare per dedicarmi soltanto allo studio. Prima invece seguivo lezioni private, avevo una maestra che mi seguiva e accadeva che quando tornavo tra i banchi di scuola, ero sempre più avanti dei miei compagni. Mi sono diplomata in lingue prima di riprendere a studiare, ma questa volta dedicandomi alla recitazione. ho capito che era venuto il momento di prendere sul serio il mio lavoro".
E lo riprende con impegno, un impegno impreziosito da uno spirito di autocritica che le fa vedere cose che altri non vedono, piccoli difetti e falle che lei tenta di riparare, con successo. Sempre con l'intento di perfezionarsi Nicoletta, ad un certo punto, e dopo il diploma in lingue, fa uno "stage" con De Fazio, un nome che ai giovani attori e ai critici più esigenti è notissimo. E continua a lavorare con accanimento, fiera del fatto di non aver mai ricevuto aiuto di alcun genere ma di essere stata sempre molto incoraggiata dai genitori che hanno creduto, a ragione, in lei.

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Anche alla celebre zia, Maria Giovanna, Nicoletta non ha mai chiesto nulla. "Ma del resto", dice la giovane attrice, "operiamo in campi completamente diversi, in comune, oggi, abbiamo il mezzo televisivo, ma niente altro".

A proposito di scuola, Nicoletta ritiene che gli studenti oggi siano proprio come li ha descritti Risi in questo primo serial all'italiana? "Non del tutto, anche se cerit personaggi, la secchiona, il grassone, quello che interpreto io stessa, appartengono alla scuola di tutti i tempi. Certo mi rendo conto che i problemi dei ragazzi sono più seri, ma noi abbiamo voluto presentare l'aspetto allegro, dare una visione ottimistica della scuola che certamente, dato tutti i fermenti di oggi, non è quella reale".
Oltre a continuare a recitare, Nicoletta ha sane idee da ragazza della buona borghesia, vuole un marito, dei figli. E mentre vive una bella e nascente storia d'amore con un giovane che con il mondo dello spettacolo non ha niente a che fare, si dedica ai suoi hobbies: la lettura, la musica.
Adora i Dire Straits, il famoso complesso inglese, i Genesis, e autori più seri, anche se ammette che la musica è musica, comunque e ha anche appena finito di leggere Milan Kundera. "Ma non sono sempre così "impegnata", ho anche letto "Il giovane Holden" di Salinger". Be', anche questo autore non è da poco.